Cercare di prevedere in anticipo quali possano essere le domande più frequenti in un colloquio di lavoro può essere un’arma veramente utile per fornire delle risposte adeguate, pertinenti e soprattutto vincenti. Ecco alcuni consigli utili in tal senso, e quali sono gli errori da evitare.
Sembra confermarsi, anche per i prossimi mesi, il trend di crescita dell’occupazione in Italia.
Un momento sicuramente carico di tensione e ansia, ma che tutti nella vita hanno affrontato almeno una volta. Il colloquio di lavoro è certamente un importante crocevia per la crescita di ogni persona.
Ogni mamma vive quotidianamente una sfida: adattare la propria identità materna alla realtà e ai ritmi lavorativi. È un compito spesso difficile che accompagna molte donne, l'impegno emotivo e quello lavorativo sono due aspetti fondamentali ma spesso in sovrapposizione fra loro. Promuovere e praticare su larga scala strategie per favorire il reinserimento lavorativo delle neomamme è non solo una possibilità ma è quanto mai necessario per arginare il fenomeno delle lavoratrici che si dimettono dopo la nascita di un figlio.
Lo sviluppo delle conoscenze è ormai orientato all'autoapprendimento, grazie alle tecnologie di Learning. Ma siamo sicuri che avere un "maestro" e condividere esperienze siano metodi da abbandonare?
Che cosa rende il feedback un momento imprescindibile del processo di selezione? A cosa può portare il non fornire una risposta a chi è in attesa? E quali sono, invece, i vantaggi che potrebbero derivare da una maggiore costanza dei selezionatori nel fornire riscontri?
Potrà sembrare strano, ma chi si ostina a lavorare sempre può compromettere seriamente la produttività di un'impresa.
Nel primo trimestre 2019 si osserva un contenuto aumento dell’occupazione sia rispetto al quarto trimestre 2018 sia su base annua.