Chi gestisce un’azienda di piccole, medie o grandi dimensioni si potrebbe trovare nella condizione di aver bisogno di un consulente del lavoro. Ma di chi si tratta, e – soprattutto – qual è il suo compito?
I dipartimenti HR storicamente si occupano di attività molto dispendiose in termini di tempo, dalla supervisione dell’onboarding all'amministrazione dei benefit, dallo sviluppo delle policy all’organizzazione della formazione interna fino alla gestione di dati e informazioni sensibili sui dipendenti.
L’Incentivo occupazione NEET 2018 è il nuovo incentivo all’assunzione di giovani iscritti al programma Garanzia giovani. Ai datori di lavoro che assumono con contratto a tempo indeterminato o apprendistato professionalizzante i giovani NEET (che non studiano e non lavorano) spetta l’esonero contributivo del 100% fino a 8.060 euro per 12 mesi. L’agevolazione può essere triennale in caso di cumulo con l’incentivo giovanile strutturale della Legge di Bilancio 2018. Vediamo tutte le informazioni in dettaglio.
All’interno di una grande impresa o come head hunter in un‘agenzia di ricerca del personale, il suo ruolo è quello di individuare i migliori candidati da inserire all’interno dei team che abbisognano di nuovi professionisti.
Il Consulente del Lavoro, una figura chiave della quale non si può fare a meno. In costante crescita, nonostante le difficoltà della crisi economica. È l’immagine che emerge dall’indagine “Crescita e consolidamento nel futuro dei consulenti del lavoro”, realizzata dal Censis per conto dell’Ente di previdenza di Categoria (Enpacl), con il patrocinio del consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro.
Scrivere una job description efficace non è semplice, come non lo è nemmeno scremare tutti i candidati in base al loro curriculum vitae prima di contattare i più validi per un colloquio di lavoro. Ma come sanno bene i recruiter di professione, il lavoro di chi si occupa di ricerca e selezione del personale non è facile nemmeno dopo il colloquio conoscitivo.
La Corte di Cassazione è intervenuta in materia di demansionamento, con la sentenza n. 836 dello scorso 16 gennaio, affermando che l’adibizione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle contrattualmente stabilite, non giustifica l’assenza dello stesso dal posto di lavoro.
Non importa che lavoro si svolga: la quarta rivoluzione industriale combinata con un mondo sempre più globalizzato e competitivo sta cambiando il modo in cui tutti noi lavoriamo - sia in questo momento sia per il futuro. Dobbiamo essere tutti preparati ad affrontare più cambiamenti nel corso delle nostre carriere per i prossimi 5-10 anni, come mai era successo prima d’ora.
- Braccialetto Amazon per monitorare il movimento dei lavoratori, ma in Italia si può?
- Formazione nelle aziende: ne serve di più. Lo dice anche l'Istat
- Suite di Gestione del Personale: un anno di successi per Cornerstone On Demand
- Il Benessere dei Dipendenti: l'aspetto di Career Counseling che non va trascurato