La legge n. 106 del 23 luglio 2021, di conversione del DL Sostegni-bis, ha introdotto un articolo, il 41-bis, che reca novità di rilievo per aziende ed Agenzie per il Lavoro in tema di contratto a termine per bypassare le regole rigide del Decreto Dignità in tema di causali e durata dei rapporti con proroghe e rinnovi.
Il mondo del lavoro di oggi, un contesto in continua evoluzione. Sono sempre diverse le figure professionali che si stagliano sul panorama in cui siamo immersi, che richiede professionisti sempre più qualificati e in possesso degli strumenti giusti per operare al meglio nel proprio settore di riferimento.
È un approccio sempre più diffuso negli Stati Uniti, che anche in Italia sta trovando popolarità nel corso degli ultimi vent’anni anni. Stiamo parlando del design thinking, un elemento davvero interessante per la gestione delle risorse umane.
Non è certo un mistero: il mondo del lavoro, negli ultimi due anni, è radicalmente cambiato. La situazione sanitaria che ha investito, in modi e in misure diverse, tutti i lavoratori del Paese, ha rivoluzionato il contesto professionale di tantissimi.
A ogni generazione, le sue soft skill. Le competenze trasversali, secondo una ricerca decisamente interessante, potrebbero variare a seconda della fascia di età. Di più: in base alla generazione alla quale si appartiene, corrispondono determinate skill ‘morbide’.
Oltre a costituire un momento fondamentale di un percorso di transizione professionale finalizzato a comprendere che tipo di skills una risorsa possa offrire al mercato, il bilancio di competenze si rivela essere uno strumento prezioso anche per i dipendenti in costanza di rapporto.
Nel mese di maggio 2021 si registra un aumento degli occupati e una diminuzione sia dei disoccupati sia degli inattivi rispetto ad aprile. Lo rivela l’ultimo report Istat sull’occupazione in Italia.
Dal Welfare al Welbeing: sembra essere questa la nuova sfida dei Direttori del Personale. Diverse aziende statunitensi, in testa Google, hanno già previsto nel loro organigramma la figura che dovrebbe occuparsi di garantire la felicità sul posto di lavoro: lo Chief Happiness Officer.